Scrivo e..assaporo
oh.
segunda-feira, fevereiro 27, 2006
La mia tutto sommato, è una vita tranquilla. Almeno, secondo quello che è il concetto di "tranquillità" a 24 anni. Eppure, come forse capita ad ognuno di noi, In alcuni momenti, per qualche coincidenza.. ogni tanto ho l'impressione che ci sia nella mia vita, qualcosa di..sospeso. di..particolare.
E in un pomeriggio di lavoro come tanti, arriva un signore sulla sessantina che cercava mio padre. Paraplegico,con un carattere forte ed educato.
Mi avvicino,lo ascolto,e prendo accordi con lui.
Prima di salutarlo, mi chiede il nome. "Fedra" Sorride , mi osserva mentre scrivo con la sinistra, e fa: "Quante particolarità hai tutte insieme." sorrido "Sei come una goccia di rugiada sulla prima rosa di maggio." Mi saluta sorridente,e se ne va.
E così,tutto d'un fiato,mi arriva il complimento più bello mai ricevuto, da un educato vecchietto paraplegico.
E sono rimasta per un minuto, paralizzata , dallo stupore. :-)
.: posted by fedra 18:53
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quinta-feira, fevereiro 16, 2006
In verità, è stata una faticaccia. Un lavoro lungo,fatto a tante piccole tappe, tante serate,tante rime.
Perchè quando a una persona ci tieni,ci tieni a festeggiarla bene.
E così ieri alla sua laurea, è andato tutto bene. Strabene. Tutto alla perfezione. Lei,euforica. Noi,soddisfatti. E ci siam sentiti,che ne è valsa la pena.
Ma tutto questo, era solo per spiegare che quindi la mia..malinconia di oggi e anche un pò di ieri sera, non ha senso. nessun cazzo di senso.
Preferisco pensare che sono solamente stanca.
.: posted by fedra 10:21
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quinta-feira, fevereiro 09, 2006
Sono le distanze brevi che mi danneggiano. Questo ho capito oggi. Perchè nei brevi tragitti,sei troppo presa a pensare a cosa stai andando a fare, alle macchine davanti a te, ti passano distrattamente accanto posti,case, persone che conosci sin troppo bene,non riesci neanche a finire la sigaretta, che già devi scendere...Voglio dire,neanche il tempo di pensare ad una soluzione per la fame nel mondo che...traac,sei arrivata. E si ricomincia.Scendi,corri,pensa a quello che devi fare, saluta chi incontri,sbriga quello che devi sbrigare,e risali in macchina. Per massimo 5 minuti.
Invece.
Invece oggi, tragitto lungo. 35 km da farmi in solitaria. Guido rilassata,la mia sigaretta ha tutto il tempo di finire , e c'è il tempo di rinfrescare l'aria...che ho ancora strada da fare. Mi ritrovo a cambiare cd, quello che ormai era lì da 3 mesi, A rimettere la stessa canzone 5 volte,e non dover ancora scendere...
Mi guardo intorno,vedo le casette nei campi,e mi immagino...chi ci vive dentro. Perchè credo esista una certa logica nell'associazione diuna determinato tipo di casa, a un determinato tipo di persona. E mi diverte fantasticare un pò.
E mentre faccio dei tornanti, mi viene in mente quella volta che li ho fatto in macchina con una mia amica. Avevo 16 anni,lei 2 più di me,e aveva appena preso la patente. Una delle sue prime uscita serali in macchina, per andare ad una sagra lì vicino. Era abbastanza tesa perchè la strada le sembrava difficile, e dal canto mio,ero tesa perchè la vedevo tesa, e un pò mi cagavo sotto.
Ora,la patente ce l'ho anch'io,e da un pò ormai... e quei tornanti non mi spaventano più. Lei,convive da più di un anno,ed è.. praticamente sparita.
Vita normale, insomma.
Continuando,incontro un altro paesino,dove d'estate fanno una festa e si mangiano dei dolci buonissimi. Ci sono stata per diversi anni. E mi sono rivista, lì seduta,ogni anno in un posto diverso, ogni anno diversa io.
E' questo il punto.
Mi ritrovo a pensare, a quante cose siano cambiate nel tempo, e quanto allo stesso tempo, sia rimasto uguale.
Faccio qel tornante, con una macchina mia con un pacchetto di sigarette in tasca, facendo il lavoro che non pensavo avrei fatto, con alcuni amici rimasti e molti altri nuovi Con un pò di storie alle spalle e di cose da raccontare.
Eppure, sono sempre io. Ancora mi incarto nel parlare ancora rido di gusto,e spesso sguiata.., ancora odio le persone arroganti, e la destra. Ancora mi ritrovo a sentirmi non bella e a pensare sempre agli amici. Sono alta uguale, e anche il peso più o meno è quello, ancora faccio danza, e ancora vivo nella stessa casa. Ancora penso ai figli dei fiori, e ancora sogno il brasile. Ancora abito qui e ancora odio la pioggia,e gli alberi spogli.
Ma quei tornanti, sempre gli stessi, li vivo in maniera diversa. Come ogni anno,quei dolci,avevano un sapore diverso.
Mi sento un pò come se la vita fosse una spirale.. che ti avvolge anche se tu credi di ..non fare niente, e di stare ferma. E come se il mondo fisico,rimanesse quello.
Tu fai le stesse cose da sempre, eppure,le fai sempre in modo un pò diverso.
Non mi ricordo chi era, ma qualcuno ne ha parlato.. del continuo divenire.
E oggi,ci ho creduto anch'io.
.: posted by fedra 16:46
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segunda-feira, fevereiro 06, 2006
C'è una cosa più FASTIDIOSA del lavorare due ore più del solito, ogni giorno? C'è qualcosa di ancora più antipatico, del finire tardi ogni sera, anche quando devi andare via per cena?
SI.C'E'.
Essere la figlia del titolare. E avere un padre che dà lavoro da fare rigorosamente DOPO l'orario di ufficio. E avere un'impiegata talmente efficiente ...da rimanere sempre volentieri oltre l'orario, senza protestare.
Essere la figlia del titolare. E non poter andare via PRIMA di lei per questioni di morale e senso del dovere. E avere un appuntamento per la cena. E averne le palle piene.
E non poter andare via PRIMA di lei. Essere la figlia del titolare. E non poter andare via PRIMA di lei. Essere la figlia del titolare. Essere la figlia del titolare. Essere la figlia del titolare. Essere la figlia del titolare. averne le palle piene. E non poter andare via PRIMA di lei.
.: posted by fedra 18:33
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sexta-feira, fevereiro 03, 2006
Il fatto è ,che quando mi accorgo che "fermarmi" poi mi fa riflettere troppo, e stare male.. conduco dei lunghi periodi di..corsa, dove non mi fermo mai. Vivo, e basta. Ecco. E in questi momenti, di cose da dire ,e da scrivere, ne avrei..
Tipo, in queste settimane avrei voluto scrivere sulle.. coincidenze, sulla ruota che gira per tutti, e finalmente ora gira per lui e un giorno girerà anche per me, e per questo, me lo sono scritto anche sul telefono.
Volevo scrivere di Roma di come mi senta bene là di come non riesca a mettermi di cattivo umore neanche il freddo neanche la pioggia, neanche stare malissimo 1 notte.
Di come sia bella la sensazione di bere un americano, dopo 2 settimane di..niente.
Di come il lavoro mi prenda sempre più, e la danza pure. E di come sia bello poi, stare con gli amici. Della sensazione che ti danno di... una boccata d'aria.
E volevo anche raccontare che l'altra mattina mi sono svegliata, e gli uccellini cantavano e io mi sono sentita... sbocciare. E che ce volete fà, appena sento l'inverno che si allenta... è come se mi togliessi una corazza d'acciaio.
E senza corazza, sono già con il pensiero alle vacanze di quest'estate, e prima ancora a Lisbona e prima ancora a Roma di nuovo, e prima ancora a Treviso a veder quella mostra e prima ancora due lauree e due feste e prima ancora tutte le serate con gli amici e prima ancora Lau e Pao stasera.
E che primavera sia.
.: posted by fedra 08:49
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